Dal vangelo di Luca (3,10-18)
Le folle lo interrogavano: “Che cosa dobbiamo fare?”. Rispondeva loro: “Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto”. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: “Maestro, che cosa dobbiamo fare?”. Ed egli disse loro: “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”. Lo interrogavano anche alcuni soldati: “E noi, che cosa dobbiamo fare?”. Rispose loro: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe”.
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i laccidei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la palaper pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile”.
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
“Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi!”. Queste parole che l’apostolo Paolo rivolse ai Filippesi, sono rivolte anche a noi come a dirci che non c’è più motivo di essere nella tristezza, perché il Signore è ormai vicino. La stessa Liturgia si colora di gioia come per commentare visivamente le parole di Paolo: “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù”. Sì, questa Liturgia è la nostra preghiera e il nostro ringraziamento al Signore perché ci dona la pace che custodisce i nostri cuori e i nostri pensieri. Dio non è indifferente ai nostri pensieri e alle nostre preoccupazioni; anzi, ci segue, ci ascolta; ma ci ricorda che c’è qualcosa di più grande delle nostre preoccupazioni e delle nostre angosce: la Parola di Dio, fonte della nostra forza e della nostra gioia.
Nessun commento:
Posta un commento